Prendo spunto dal commento di Paolo Pozzani all'ebook "Come sopravvivere all'ISEE", per riprendere un concetto. Giusto non sovrastimare l'ISEE: deve essere utilizzato per quello che è, ossia uno strumento di misura della condizione economica! Ma attenzione a non dimenticare che la scelta dell'indicatore è un "passaggio" fondamentale, necessario per dare certezza e oggettività ad una valutazione che sarebbe altrimenti viziata da una limita capacità di rappresentazione e risulterebbe, di conseguenza, inadeguata ( penso ai tanti regolamenti basati sul reddito o sull'ISEE tout court! ).
Comincia, allora, a diventare interessante capire come inserire l'ISEE ( con le opportune modifiche ed integrazioni ) in un modello di valutazione più complesso che tenga conto anche del fondamentale lavoro dell'assistente sociale.
