Due parole per cominciare

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Banca dati delle politiche equitative.

scritto da Claudio lunedì 25 settembre 2006

Ad integrazione del post sul Rapporto ISEE 2006, pubblico una nota esplicativa in mio possesso sui vantaggi legati ad una banca dati centralizzata sulle politiche equitative ( un esempio? ISEEnet ).

Perché una banca dati centralizzata delle politiche equitative
Una banca dati centralizzata delle politiche equitative, indipendentemente dall’indicatore che viene impiegato (ICEF, ISEE, ecc.), consente all'ente di disporre dei dati primari su cui viene effettuata la valutazione del beneficio assieme all’esito finale della pratica di benefico.

Questo consente in prospettiva di:
- effettuare controlli automatici sulle autocertificazioni presentate dai cittadini confrontando i dati dichiarati con quanto inserito nell’anagrafe tributaria o nel catasto
- effettuate una pianificazione dettagliata delle risorse da assegnare alle diverse politiche sociali mediante la realizzazione di scenari che consentono di valutare a priori l’impatto di una modifica regolamentare sugli stanziamenti (es. se aumento la tariffa del trasporto studenti del 10%, quanto aumentano le entrate? Oppure se aumento i limiti di accesso quanto è il mancato introito?)
- valutare a posteriori dove finiscono le risorse: solo ad alcune categorie sociali (pensionati, lavoratori autonomi, ecc.) oppure si distribuiscono trasversalmente? I beneficiari sono sempre gli stessi (i “professionisti del sociale”) oppure per ogni politica sociale ci sono beneficiari diversi?

Tutte queste le opzioni sono realizzabili solo disponendo di un sistema informativo che lega i dati primari ai benefici erogati.

L'opzione di "prelevare" i dati primari dalla banca dati INPS per poter effettuare le opzioni sopra descritte, è di difficile realizzazione poiché le funzioni di restituzione dei dati previsti dal sistema informativo INPS sono molto primitive (richieste contingentate, disponibilità dei dati dopo alcuni giorni). Inoltre la banca dati INPS non è particolarmente “pulita”: i controlli sugli input sono poco rigorosi e soprattutto a nome dello stesso cittadino possono comparire per lo stesso anno di riferimento più dichiarazioni sostitutive con dati diversi, senza che questo dia luogo a procedure di controllo.
Infine nella banca dati INPS non ci sono gli esiti delle pratiche di beneficio, per cui servirebbe comunque un sistema informativo che leghi le dichiarazioni ISEE alle domande di beneficio.

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