Due parole per cominciare

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Minimo vitale # parte 1

scritto da Claudio mercoledì 6 settembre 2006

Definire il valore del minimo vitale in sede locale, slegandolo dalla pensione minima INPS, diventa sempre più una necessità per le amministrazioni. I dati medi rilevati a livello nazionale, infatti, spesso non collimano con le realtà locali con la conseguenza di essere totalmente inadeguati come parametri di riferimento ( basta pensare alla differenza del costo della vita, per esempio, tra due Regioni come Veneto e Calabria ).

Qualche dato generale è comunque utile per capire fenomeni come l'inflazione reale ( con particolare riferimento all'introduzione dell'euro ) e l'aumento della povertà:
“Con il tasso di inflazione in aumento e la spesa delle famiglie italiane in netto calo si chiude il 2003. I prezzi di alcuni generi alimentari sono aumentati di oltre il 15% (acqua minerale, pasta e zucchero, solo per fare pochi esempi) e le tariffe dei trasporti pubblici locali hanno subito aumenti superiori al 20%. Contestualmente l'Istat rileva dal 2000 una crescita sempre più esigua del reddito delle famiglie (solo lo 0,6%in più nel 2002) il cui potere di acquisto è eroso dall'aumento dei prezzi”. - sintesi del Rapporto Annuale 2003 del Censis, XXXVII Rapporto sulla situazione sociale del paese 2003 -

I dati nazionali relativi all’incidenza di povertà, registrano che in termini di “povertà relativa” per il 2001 la “spesa media mensile procapite nel paese è risultata pari a 814,55 Euro (rispetto a 810,21 euro del 2000). Detto valore “costituisce la linea di povertà relativa (o linea di povertà standard) per una famiglia di due componenti, che viene considerata povera in senso relativo se spende mensilmente per consumi un importo inferiore o uguale a tale cifra.

Nel 2002, la spesa media mensile pro-capite nel Paese è risultata pari a 823,45 euro”, costituendo tale valore “la linea di povertà relativa (o linea di povertà standard) per una famiglia di due componenti".

Per una famiglia di due componenti la linea di povertà assoluta risulta pari a 559,63 euro mensili (rispetto a 544,92 euro del 2000). La povertà assoluta “viene definita come una condizione economica di incapacità all’acquisto di determinati beni e servizi, indipendentemente dallo standard di vita medio della popolazione di riferimento. Essa è determinata sulla base di un paniere di beni e servizi ritenuti indispensabili per una famiglia italiana, che viene rivalutato annualmente per tener conto della variazione del livello dei prezzi al consumo”.


Occorre capire, poi, "cosa" deve "coprire" la politica del minimo vitale. I bisogni primari in senso stretto ( mangiare e vestire )? Oppure comprendere anche il problema dell'alloggio, della casa? Scegliere di comprendere o meno l'affitto nel valore di riferimento del minimo vitale non è cosa di poco conto giacchè comporta un sensibile aumento del livello di spesa ( penso a come sono cresciuti gli affitti negli ultimi anni ).

1Commenti:

Forse sarò "off topic" ma una cosa che mi sono sempre chiesto è il perchè non esiste una fonte ufficiale che permetta di valutare l'andamento dei prezzi che non sia l'ISTAT. Se ad esempio facessimo una analisi dei registratoridi cassa del più vicino supermercato negli ultimi 5 anni, potremmo valutare in modo molto più credibile l'andamento di alcuni beni primari come le "mezze penne barilla" piuttosto che "la carta igenica doppio velo scottex" e in base a questo comportarsi di conseguenza. Quello che penso è che non si debba assolutamente aiutare il cittadino in modo assistenziale, sarebbe sbagliato e alla lunga drogherebbe il mercato che prima o poi livellerebbe i prezzi in base ai nuovi redditi. No, semmai avrebbe più senso immettere sul mercato dei prodotti di qualità a prezzi notevolmente inferiori (e non come le finte opere caritatevoli dei prodotti marchiati COOP o simili). Se sul mercato finissero appartamenti a prezzi onesti dati a famiglie che realmente li esigono, e di contro si penalizzassero fiscalmente chi possiede appartamenti ma non ci vive ... vedi che le cose cambierebbero.
scritto da Blogger Daniele, 5:45 PM  

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