Ultimo post sulla definizione del minimo vitale a livello locale: qui, qui, qui e qui per chi si è perso gli interventi precedenti.
Una volta rilevati i costi sul territorio, è possibile procedere alla definizione dei consumi, a seconda della categoria e della voce di spesa. Per quanto riguarda gli alimentari è possibile identificare un menù settimanale tipo e sulla base di questo calcolare il costo settimanale della spesa, tenendo presente il consumo necessario a persona per l’acquisto e la preparazione del menù succitato. In questo caso, può essere utile il confronto con il servizio pasti a domicilio per utenti, gestito dai Servizi Sociali del Comune.
Riaggregando i dati secondo le 6 macro voci di spesa, è possibile ricostruire il costo della vita settimanale per una persona.
Un esempio:
Alimentari - 70 euro
Prodotti per l'igiene - 1 euro
Abbigliamento e prodotti per l'igiene della persona - 12 euro
Utenze domestiche* - 35 euro
Utenze domestiche** - 45 euro
Canone di locazione - 110 euro
Totale - 273 euro
Rimane da capire, ora, come rapportare questi dati all'ISEE e come valutare, di conseguenza, la condizione economica di un richiedente l'integrazione al minimo: vogliamo parlarne? ( goatelli@clesius.it )
