Giusto ieri, facendo un pò di statistiche sul lavoro svolto negli ultimi mesi, mi sono reso conto che l'80% dei laboratori ISEE è stato dedicato a studiare per conto dei comuni l'applicazione dell'ISEE ai regolamenti che determinano la compartecipazione degli utenti SAD.
Ma ciò che mi ha colpito di più è che la base di partenza è stata sostanzialmente uguale per tutti: un regolamento che recepisce l'ISEE tout court e che fissa le fasce con le quali determinare la tariffa per l'utente.
Perchè questo approccio ( valutazione a fasce, ISEE tout court.. ) non è efficace per una politica come l'assistenza domiciliare? Vi do 4 buoni motivi!
Primo. La valutazione a fasce è corretta ( ma NON equa ) per un servizio tariffario come ad esempio il trasporto scolastico. Per una politica come il SAD è necessario riferirsi ad un modello di valutazione che permetta di tener conto dell’intensità con cui un soggetto usufruisce del servizio.
Secondo. Non vengono mai tenuti in considerazione i vincoli insiti nella formulazione dell’ISEE: per effetto del gioco delle franchigie sul patrimonio mobiliare e immobiliare, chi possiede una casa del valore ICI di 51.000 euro e un conto corrente con 15.000 euro è equiparato a chi non ha nulla. E’ necessario, quindi, ricorrere ad una valutazione del patrimonio disponibile al fine di correggere l’effetto selettivo del patrimonio all’interno dell’ISEE.
Terzo. Non vengono coinvolti al pagamento del servizio i nuclei familiari dei figli non conviventi.
Quarto. A titolo esemplificativo le situazioni A e B sotto esposte verrebbero trattate allo stesso modo!
Caso A ( ISEE = 9.037,11 | VSE = 1,57 | Casa = proprietà valore ICI 50.000 euro | Patrimonio mobiliare = 30.000 euro )
Caso B ( ISEE = 9.037,11 | VSE = 2,04 | Casa = affitto 5.000 euro | Patrimonio mobiliare = 0 )
Vuoi sapere come scrivere un regolamento efficace che risolva i problemi legati all'applicazione dell'ISEE alla determinazione delle tariffe SAD? Passa di qua!
