Due parole per cominciare

Ciao! Mi chiamo Claudio Goatelli e questo è il mio blog. Qui potrai leggere storie di ISEE, di regolamenti comunali, di welfare, di evasione fiscale e di egovernment. Potrai trovare qualche spunto utile per una sana riflessione, qualche ispirazione e, sicuramente, qualche nuova idea!

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Alla ricerca dell'equità: i regolamenti ISEE per una corretta valutazione della condizione economica.

scritto da Claudio lunedì 20 aprile 2009

Introdotto in via sperimentale con il D.L. n.109 del 31 marzo 1998, integrato e corretto con il D.L. n. 130 del 3 maggio 2000, l’ISEE, a partire dal Gennaio 2002, è “andato a regime” come misura fondamentale nella selezione nonché nella definizione della partecipazione al costo dei beneficiari delle diverse politiche socio - assistenziali.

A distanza di oltre dieci anni dall’emanazione del primo decreto, tuttavia, il quadro che ne risulta è assai confuso: molte amministrazioni, infatti, utilizzano ancora il reddito come misura di selezione, altre ancora traducono in norma approcci che meno di altri soddisfano esigenze di equità (es. soglie e fasce), altre ancora non tengono conto della formulazione dell’ISEE o non sanno come impiegare al meglio gli ulteriori criteri di selezione dei beneficiari previsti dalla normativa.

I vari rapporti sull’ISEE che si sono succeduti negli anni hanno evidenziato, inoltre, come l’applicazione sia legata principalmente a prestazioni afferenti al mondo della scuola (borse di studio, mensa, asili nido… etc) e dell’università, e come lo strumento venga impiegato, poco e male, per politiche complesse relative al settore sociale come, ad esempio, l’assistenza domiciliare, il rimborso delle tariffe RSA o i contributi economici.

La motivazione è da trovare, probabilmente, nella particolare tipologia di “platea sociale” a cui sono destinati questi servizi e, soprattutto, alla difficoltà di dare una risposta completa, in termini di valutazione della condizione economica, a tutta una serie di problematiche legate proprio al servizio: il “rischio” maggiore per l’assistenza domiciliare, ad esempio, è quello di non considerare l’intensità con cui l’utente usufruisce del servizio stesso, con la conseguenza di fissare una tariffa che poi l’utente, magari, non è più in grado di corrispondere.

A ciò si aggiungono, poi, i vincoli insiti nella normativa ISEE: equiparare, per via delle franchigie, un cittadino con 15.493,71 euro in banca ed una prima casa del valore ICI di 51.645,69 a chi non ha nulla, oltre che poco equo, significa “impoverire” le famiglie che accedono ai vari servizi, con il conseguente notevole aumento della percentuale di copertura di spesa a carico dell’amministrazione.

In questo contesto e con l’aggravante del particolare momento di crisi, diventa fondamentale dare delle risposte alla crescente necessità di ricorrere a metodi di valutazione che riescano a descrivere in maniera precisa la condizione economica di un nucleo familiare e a tradurre in norma approcci che garantiscano al contempo equità e rispetto dei vincoli di bilancio.

Se ti interessa approfondire questi temi, possiamo incontrarci in occasione del Dire e Fare che si terrà nella splendida cornice di Villa Contarini a Piazzola sul Brenta ( PD ) nelle giornate del 23 e 24 aprile: ti aspetto!

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