Sono davvero poche le amministrazioni che si sono cimentate nella taratura di un modello di valutazione per la concessione di contributi economici basato sull'ISEE.
Un regolamento capace di tener conto:
1. dell’effetto selettivo del patrimonio che, all’interno dell’ISEE, viene vanificato dall’applicazione delle franchigie su patrimonio mobiliare e immobiliare e dalla valutazione al 20%.
2. dei vincoli insiti nella formulazione dell’ISEE: per effetto del gioco delle franchigie sul patrimonio mobiliare e immobiliare, chi possiede una casa del valore ICI di 51.000 euro e un conto corrente con 15.000 euro è equiparato a chi non ha nulla.
3. di integrazioni reddituali non rilevabili ai fini IRPEF.
4. di detrazioni di spesa al fine di rilevare una condizione economica più netta.
5. delle precisazioni di reddito in modo da valutare il nucleo familiare in base ad una condizione economica più verosimile ( pensiamo al caso dei licenziamenti ) applicando una logica IF – THEN ( se – allora ).
6. per l’erogazione dei contributi economici, di una graduazione degli interventi in funzione della condizione economica e con un tetto massimo.
7. di induzioni di reddito dai consumi ( principio generale che il comune non finanzia le macchine… )

Insomma, siamo ancora fermi agli "early adopters"!
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