Due parole per cominciare

Ciao! Mi chiamo Claudio Goatelli e questo è il mio blog. Qui potrai leggere storie di ISEE, di regolamenti comunali, di welfare, di evasione fiscale e di egovernment. Potrai trovare qualche spunto utile per una sana riflessione, qualche ispirazione e, sicuramente, qualche nuova idea!

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Rapporto ISEE 2005.

scritto da Claudio giovedì 28 settembre 2006

Pensavo che il rapporto sull'ISEE, anno 2005, non fosse mai stato scritto. In realtà il rapporto esiste, solo che non è stato prodotto direttamente dal Ministero del Welfare, ma dall'Alta Commissione di Studio per la definzione dei meccanismi strutturali del federalismo fiscale: potete leggerlo qui!

ISEE | RSA.

scritto da Claudio martedì 26 settembre 2006

Giovedì prossimo giornata studio con i dirigenti di CISL Lombardia nell’ambito dell’applicazione dell’ISEE ai regolamenti comunali finalizzati ai rimborsi delle rette RSA: chi vuole qualche dritta sull’argomento, mi scriva!

Banca dati delle politiche equitative.

scritto da Claudio lunedì 25 settembre 2006

Ad integrazione del post sul Rapporto ISEE 2006, pubblico una nota esplicativa in mio possesso sui vantaggi legati ad una banca dati centralizzata sulle politiche equitative ( un esempio? ISEEnet ).

Perché una banca dati centralizzata delle politiche equitative
Una banca dati centralizzata delle politiche equitative, indipendentemente dall’indicatore che viene impiegato (ICEF, ISEE, ecc.), consente all'ente di disporre dei dati primari su cui viene effettuata la valutazione del beneficio assieme all’esito finale della pratica di benefico.

Questo consente in prospettiva di:
- effettuare controlli automatici sulle autocertificazioni presentate dai cittadini confrontando i dati dichiarati con quanto inserito nell’anagrafe tributaria o nel catasto
- effettuate una pianificazione dettagliata delle risorse da assegnare alle diverse politiche sociali mediante la realizzazione di scenari che consentono di valutare a priori l’impatto di una modifica regolamentare sugli stanziamenti (es. se aumento la tariffa del trasporto studenti del 10%, quanto aumentano le entrate? Oppure se aumento i limiti di accesso quanto è il mancato introito?)
- valutare a posteriori dove finiscono le risorse: solo ad alcune categorie sociali (pensionati, lavoratori autonomi, ecc.) oppure si distribuiscono trasversalmente? I beneficiari sono sempre gli stessi (i “professionisti del sociale”) oppure per ogni politica sociale ci sono beneficiari diversi?

Tutte queste le opzioni sono realizzabili solo disponendo di un sistema informativo che lega i dati primari ai benefici erogati.

L'opzione di "prelevare" i dati primari dalla banca dati INPS per poter effettuare le opzioni sopra descritte, è di difficile realizzazione poiché le funzioni di restituzione dei dati previsti dal sistema informativo INPS sono molto primitive (richieste contingentate, disponibilità dei dati dopo alcuni giorni). Inoltre la banca dati INPS non è particolarmente “pulita”: i controlli sugli input sono poco rigorosi e soprattutto a nome dello stesso cittadino possono comparire per lo stesso anno di riferimento più dichiarazioni sostitutive con dati diversi, senza che questo dia luogo a procedure di controllo.
Infine nella banca dati INPS non ci sono gli esiti delle pratiche di beneficio, per cui servirebbe comunque un sistema informativo che leghi le dichiarazioni ISEE alle domande di beneficio.

Rapporto ISEE 2006.

scritto da Claudio giovedì 21 settembre 2006

Ho avuto modo di leggere il rapporto ISEE 2006, redatto da Raffele Tangorra e Paolo Sestito sulla base dei dati presenti nel sistema informativo centralizzato dell'INPS. Nulla da eccepire rispetto alle elaborazioni statistiche. Qualche cosa sulle riflessioni finali c'è però da dire: vado con ordine, per punti.

1. A pagina 101, si legge
"...alcune amministrazioni hanno cercato o stanno cercando di provvedere ponendo in essere propri sistemi informativi sull’ISEE, paralleli a quello centralizzato. Al di là della praticabilità legislativa e dei costi di duplicazione propri di tale soluzione, essa rischia paradossalmente di far venir meno quelle potenzialità di semplificazione amministrativa insite nella previsione della dichiarazione unica..."


Non capisco perchè si voglia mettere in dubbio la "praticabilità legislativa": il decreto legislativo 130 prevede chiaramente la possibilità per gli Enti Locali di dotarsi di un proprio sistema informativo per la gestione degli utenti richiedenti prestazioni sociali agevolate. Diro di più! Non solo è legittimo, ma è anche ( e soprattutto! ) strategico: ai dati primari ( le DSU ), infatti, viene legato l'esito finale della valutazione, con indubbi vantaggi nell'ambito della pianificazione delle varie politiche ( scenari.. ).

Se, poi, vogliamo parlare di costi, potremmo discuterne a lungo: l'INPS paga ai CAF l'introduzione delle DSU all'interno della propria base dati ( e perchè no i comuni? ). Conti della serva alla mano, fanno più o meno 52.000.000 euro... solo per l'anno 2005!!!!

2. A pagina 103, note a piè di pagina
"..La presenza di un criterio aggiuntivo, e non di una esplicita riponderazione dei diversi elementi costitutivi dell’ISEE, potrebbe rendere peraltro questa operazione, al di là dei suoi meriti o demeriti intrinseci, poco trasparente..."


Poco trasparente? E perchè? Nei regolamenti comunali possono essere descritti sistemi di valutazione anche molto complessi ( come? scrivimi a goatelli@clesius.it ) senza per questo essere poco trasparenti!

3. A pagine 112, si legge
"...A favore dell’unicità del metro stanno invece considerazioni sia di ordine pratico in termini di semplificazione amministrativa, sia relative alla trasparenza ed alla equità (almeno in senso orizzontale)..."


Avere un metro unico di misurazione della condizione economica presuppone che la condizione economica ( e le dinamiche che incidono su di essa ) sia omogenea su tutto il territorio nazione. E' un pò come dire che in Europa c'è lo stesso potere d'acquisto perchè c'è l'euro: una contraddizione in termini, insomma! E sull'equità? L'ISEE tuot court tratta come uguali un nucleo familiare con nessun reddito e nessun patrimonio e uno che ha 15.000 euro in banca e la casa di residenza del valore ICI di 50.000 euro. L'equità orizzontale, poi, non dipende solo dalla formulazione dell'ISEE, ma anche dai sistemi di valutazione repeciti nei regolamenti! ( leggete "Come sopravvivere all'ISEE. Con logica." Potrebbe esservi d'aiuto! )

Un nuovo modello di Welfare.

scritto da Claudio

Cercando su google qualche approfondimento di carattere generale inerente le politiche di welfare in Italia, mi sono imbattuto in un interessante intervento preparato qualche anno fa da Gianfranco Cerea, probabilmente in occasione di un seminario di approfondimento al centro studi CISL, dal titolo "Un nuovo modello di welfare per rispondere alle sfide del cambiamento": lo potete consultare qui in formato ppt ( power point ).

ISEE | Lonigo.

scritto da Claudio martedì 19 settembre 2006

Domani sarò a Lonigo per presentare al nuovo assessore il lavoro fatto sui regolamenti ISEE: contributi, minimo vitale, rimborso rette RSA, assistenza domiciliare e tariffe Asilo Nido.

ISEE | Istrana.

scritto da Claudio lunedì 18 settembre 2006

Oggi sono stato ad Istrana a parlare ancora di ISEE e di minimo vitale: a partire da questa settimana il comune farà decorrere l'applicazione del nuovo regolamento!

Laboratori ISEE.

scritto da Claudio venerdì 15 settembre 2006

Bel lavoro quello di ieri a Chiampo: la simulazione effettuata sui servizi di mensa e trasporto 2005 / 2006 ha avuto un margine di errore, rispetto al consuntivo, del 3%!

Tradotto, dallo scenario che ho preparato ad ottobre dell'anno scorso, il comune avrebbe dovuto stanziare circa 50.000 euro a copertura delle mancate entrate: alla fine sono stati poco più di 48.000 euro! Non male, vero?

Laboratori ISEE.

scritto da Claudio mercoledì 13 settembre 2006

Un pò di lavoro fuori sede: oggi sono stato a Virgilio, domani sarò a Chiampo. L'argomento trattato è comune: la tariffazione in base all'ISEE ( ma non solo.. ) per i servizi di mensa e trasporto.

Minimo vitale # parte 5

scritto da Claudio martedì 12 settembre 2006

Ultimo post sulla definizione del minimo vitale a livello locale: qui, qui, qui e qui per chi si è perso gli interventi precedenti.

Una volta rilevati i costi sul territorio, è possibile procedere alla definizione dei consumi, a seconda della categoria e della voce di spesa. Per quanto riguarda gli alimentari è possibile identificare un menù settimanale tipo e sulla base di questo calcolare il costo settimanale della spesa, tenendo presente il consumo necessario a persona per l’acquisto e la preparazione del menù succitato. In questo caso, può essere utile il confronto con il servizio pasti a domicilio per utenti, gestito dai Servizi Sociali del Comune.

Riaggregando i dati secondo le 6 macro voci di spesa, è possibile ricostruire il costo della vita settimanale per una persona.

Un esempio:
Alimentari - 70 euro
Prodotti per l'igiene - 1 euro
Abbigliamento e prodotti per l'igiene della persona - 12 euro
Utenze domestiche* - 35 euro
Utenze domestiche** - 45 euro
Canone di locazione - 110 euro
Totale - 273 euro

Rimane da capire, ora, come rapportare questi dati all'ISEE e come valutare, di conseguenza, la condizione economica di un richiedente l'integrazione al minimo: vogliamo parlarne? ( goatelli@clesius.it )

ISEE su wikipedia.

scritto da Claudio lunedì 11 settembre 2006

Ho inserito in wikipedia, la famosissima enciclopedia libera, la voce ISEE: la pagina è modificabile, con criterio, da chiunque!

Minimo vitale # parte 4

scritto da Claudio

Penultimo post sulla definizione del minimo vitale a livello locale ( gli altri interventi sono leggibili qui, qui e qui ).

Quello riportato di seguito è l'elenco dei prodotti e dei servizi, suddivisi per voci di spesa, che suggerisco.

1. Alimentari
Aceto
Burro
Caffè
Carne bianca
Carne rossa
Farina
Formaggio fresco
Formaggio stagionato
Frutta di stagione
Insaccati
Latte
Legumi
Olio oliva
Olio semi
Pane comune
Pasta grano duro e riso
Pesce
Prodotti alimentari conservati dolce
Prodotti alimentari conservati/surgelati dessert
Prodotti alimentari conservati salati
Prodotto alimentare conservato condimento
Prodotto alimentare surgelato
Sale
The (conf. 20)
Uova (6)
Verdura altre voci
Verdura di stagione
Vino da tavola
Zucchero

2. Prodotti per l’igiene e l’utilizzo dell’alloggio
Prodotti pulizia casa
Biancheria casa

3. Abbigliamento e prodotti per l’igiene della persona
Scarpe
Abbigliamento intimo
Abbigliamento
Prodotti cosmetici per la persona (prodotti)
Prodotti cosmetici per la persona (strumenti)

4. Utenze domestiche dipendenti nel consumo dalla composizione numerica del nucleo familiare (acqua, energia elettrica, telefono fisso) trasporti e spese sanitarie
Elettricità - Enel
Acqua
Telecom Telecom - Rete fissa
Spese sanitarie visite specialitstiche – farmaci
Trasporti

5. Utente domestiche non dipendenti nel consumo dalla composizione numerica del nucleo familiare (gas), imposte e spese condominiali, manutenzione.
TARSU
Abbonamento TV
Spese condominiali esc. Riscaldamento (anno)
Gas (compreso riscaldamento 70 mq) (anno)
Manutenzione ordinaria alloggio

6. Canoni di locazione degli alloggi.
Locazione media ERP (mese)
Locazione media canoni calmierati pubblici (mese)
Locazione media canoni calmierati privati (mese)
locazione media canoni concordati (mese)
Locazione media canoni liberi (mese)

Come sopravvivere all'ISEE. Con Logica!

scritto da Claudio venerdì 8 settembre 2006

Ho ricevuto quattro mail nelle quali mi viene chiesto quanto costa e cosa si debba fare per avere l'ebook "Come sopravvivere all'ISEE. Con logica!"... Dico: niente!

Nel senso che l'ebook che ho scritto è GRATUITO: potete leggerlo e scaricarlo liberamente, in formato pdf, qui.

Sia chiaro, non baratto il libro per i vostri dati: mi contattarete solamente se avrete bisogno di me! Nel menu di sinistra ho inserito i miei indirizzi di posta elettronica, il numero di telefono e il permalink all'ebook.

Buona lettura!

Minimo vitale # parte 3

scritto da Claudio

Per definire il paniere di spesa a livello locale, così come è stato definito nei post precedenti ( 1 e 2 ), vanno individuate 6 voci di spesa:
1 - Alimentari
2 - Prodotti per l’igiene e l’utilizzo dell’alloggio
3 - Abbigliamento e prodotti per l’igiene della persona
4 - Utenze domestiche dipendenti nel consumo dalla composizione numerica del nucleo familiare (acqua, energia elettrica, telefono fisso) trasporti e spese sanitarie
5 - Utente domestiche non dipendenti nel consumo dalla composizione numerica del nucleo familiare (gas), imposte e spese condominiali, manutenzione.
6 - Canoni di locazione degli alloggi.

All’interno di ogni voce di spesa devono essere individuate delle categorie di prodotti o servizi. L’elenco delle categorie alimentari, ad esempio, potrebbe essere individuato avendo a mente la spesa quotidiana dell’utenza nel territorio, al fine di comporre lo spettro di categorie alimentari utili per la definizione di una dieta tipo settimanale.

Minimo vitale # parte 2

scritto da Claudio giovedì 7 settembre 2006

Proseguo il post di ieri sul minimo vitale.

Scrivevo dell'importanza del decidere se comprendere o meno l'affitto nella definizione del minimo vitale.

Molte amministrazioni, oltre che per problemi di budget, non lo fanno rientrare perchè c'è già una politica nazionale come l'FSA ( legge 431/98 e seguenti ) che prevede l'erogazione di contributi a sostegno del pagamento del canone d'affitto. Se il problema, quindi, si "riduce" al non riuscire a pagare l'affitto, la soluzione potrebbe stare qui. Altro discorso sono i criteri con le quali le Regioni recepiscono l'FSA all'interno delle proprie DGR: troppo spesso, infatti, si ricorre alla logica del contributo a pioggia ( un pò di soldi a molti ), tralasciando metodi che favoriscono la selezione dei più bisognosi. Sono sicuro, però, che il futuro prossimo ci riserverà quale sorpresa, soprattutto in Veneto!

Supponendo, però, di tarare un minimo vitale completo ( mangiare - vestire - casa ), quale metodologia seguire?

Ne suggerisco una, in maniera schematica:
1 - Definizione del paniere della spesa con i prezzi da rilevare a livello locale.
2 - Rilevazione dei costi sul territorio
3 - Definizione dei criteri per il calcolo del costo della vita sulla base di consumi e dei costi
4 - Calcolo del costo della vita per una persona

Minimo vitale # parte 1

scritto da Claudio mercoledì 6 settembre 2006

Definire il valore del minimo vitale in sede locale, slegandolo dalla pensione minima INPS, diventa sempre più una necessità per le amministrazioni. I dati medi rilevati a livello nazionale, infatti, spesso non collimano con le realtà locali con la conseguenza di essere totalmente inadeguati come parametri di riferimento ( basta pensare alla differenza del costo della vita, per esempio, tra due Regioni come Veneto e Calabria ).

Qualche dato generale è comunque utile per capire fenomeni come l'inflazione reale ( con particolare riferimento all'introduzione dell'euro ) e l'aumento della povertà:
“Con il tasso di inflazione in aumento e la spesa delle famiglie italiane in netto calo si chiude il 2003. I prezzi di alcuni generi alimentari sono aumentati di oltre il 15% (acqua minerale, pasta e zucchero, solo per fare pochi esempi) e le tariffe dei trasporti pubblici locali hanno subito aumenti superiori al 20%. Contestualmente l'Istat rileva dal 2000 una crescita sempre più esigua del reddito delle famiglie (solo lo 0,6%in più nel 2002) il cui potere di acquisto è eroso dall'aumento dei prezzi”. - sintesi del Rapporto Annuale 2003 del Censis, XXXVII Rapporto sulla situazione sociale del paese 2003 -

I dati nazionali relativi all’incidenza di povertà, registrano che in termini di “povertà relativa” per il 2001 la “spesa media mensile procapite nel paese è risultata pari a 814,55 Euro (rispetto a 810,21 euro del 2000). Detto valore “costituisce la linea di povertà relativa (o linea di povertà standard) per una famiglia di due componenti, che viene considerata povera in senso relativo se spende mensilmente per consumi un importo inferiore o uguale a tale cifra.

Nel 2002, la spesa media mensile pro-capite nel Paese è risultata pari a 823,45 euro”, costituendo tale valore “la linea di povertà relativa (o linea di povertà standard) per una famiglia di due componenti".

Per una famiglia di due componenti la linea di povertà assoluta risulta pari a 559,63 euro mensili (rispetto a 544,92 euro del 2000). La povertà assoluta “viene definita come una condizione economica di incapacità all’acquisto di determinati beni e servizi, indipendentemente dallo standard di vita medio della popolazione di riferimento. Essa è determinata sulla base di un paniere di beni e servizi ritenuti indispensabili per una famiglia italiana, che viene rivalutato annualmente per tener conto della variazione del livello dei prezzi al consumo”.


Occorre capire, poi, "cosa" deve "coprire" la politica del minimo vitale. I bisogni primari in senso stretto ( mangiare e vestire )? Oppure comprendere anche il problema dell'alloggio, della casa? Scegliere di comprendere o meno l'affitto nel valore di riferimento del minimo vitale non è cosa di poco conto giacchè comporta un sensibile aumento del livello di spesa ( penso a come sono cresciuti gli affitti negli ultimi anni ).

Laboratori ISEE.

scritto da Claudio lunedì 4 settembre 2006

Domani sarò a Udine per parlare di "Laboratori ISEE" alla sede dell'ANCI Friuli: spero, ovviamente, in uno sviluppo interessante dell'incontro!

ICEF

scritto da Claudio venerdì 1 settembre 2006

Sempre più spesso mi vengono chieste informazioni sull'ICEF, l'indicatore trentino per la valutazione della condizione economica, i cui principi sono figli dell'attività di ricerca Clesius.

In che cosa si differenzia l'ICEF dall'ISEE? Direi tre macro punti fondamentali:
1. L’ICEF non viene rappresentato da un valore unico ( come invece avviene nell’ISEE ), ma varia a seconda della politica in cui viene applicato.
2. La rilevazione della condizione economica avviene a livello di singolo cittadino
3. Nucleo familiare e franchigie vengono determinate a livello di politica.

Viene bypassato, così, il vincolo fondamentale dell’ISEE ossia quello di essere un indicatore unico a prescindere della politica agevolata.

Province Autonome e Regioni, vogliamo approfondire il discorso?
goatelli @ clesius.it