Vorresti organizzare un corso sull'ISEE ma non sai da che parte iniziare? Scopri come posso aiutarti e poi chiamami allo 0461 383990: ne parleremo insieme!
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Il blog di Claudio Goatelli
Ciao! Mi chiamo Claudio Goatelli e questo è il mio blog. Qui potrai leggere storie di ISEE, di regolamenti comunali, di welfare, di evasione fiscale e di egovernment. Potrai trovare qualche spunto utile per una sana riflessione, qualche ispirazione e, sicuramente, qualche nuova idea!
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Il ministro Sacconi ci chiama ad una consultazione pubblica nell'intento di definire un modello di welfare condiviso dagli attori istituzionali, politici e sociali: lo fa tramite la pubblicazione del libro verde la vita buona nella società attiva. Qui trovate la versione in formato pdf, qui la pagina del governo dedicata e qui sotto il testo della newsletter or ora ricevuta ( e quotata ).
Con il "libro verde" prodotto dal Ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali, il ministro Maurizio Sacconi avvia un dibattito pubblico sul futuro del sistema del welfare in Italia. Perché il dibattito abbia luogo nel confronto più aperto possibile, sarà aperta una consultazione pubblica per un periodo di tre mesi, fino al 25 ottobre, attraverso la casella di posta elettronica libroverde@lavoro.gov.it. Il "libro verde" propone un modello capace di concorrere alla costruzione della coesione sociale, fondamentale obiettivo della nostra società, come è stato individuato dall'Unione Europea con la cosiddetta "Strategia di Lisbona". Ricostruire un welfare capace di riproporre la centralità della persona e della sua salute significa ridurre la povertà, l'emarginazione e il disagio sociale, incrementando produttività del lavoro, tassi di occupazione e crescita complessiva dell'economia. Il confronto che intende sollecitare il "Libro verde" riguarda aspetti specifici che conducono ad una nuova visione sulla nostra società e delle regole sul cui si fonda. Le disfunzioni, gli sprechi ed i costi del modello attuale; la capacità di passare ad nuovo modello in cui sia prioritario accompagnare le persone lungo tutto l'arco della vita senza perdere di vista il binomio 'opportunità/responsabilità'; un modello di governance che garantisca la sostenibilità finanziaria; la formulazioni di linee guida, con programmi specifici sulla natalità, la famiglia, la formazione legata all'occupazione e alla prevenzione per la salute.
Da fornitore di servizi per la PA faccio mia questa nota scritta da Gianluigi Cogo in materia di outsourcing.
Con il temine "Ousourcing" siamo quasi sempre più propensi ad intendere un metodo che favorisca l'affidamento di servizi a "fornitori specializzati".
Cosa ci spinge ad affidare un servizio in "Outsourcing"? Di solito la consapevolezza che un player specializzato in una particolare materia, sia in grado di agire meglio e più in fretta di noi con le nostre infrastrutture e con le nostre dotazioni organiche. mo convinti che il player a cui affideremo l'outsourcing abbia sia le competenze che la professionalità. Spesso, infatti, l'aoutsourcing si assegna a professionisti o aziende che annoverano nel loro organico professionisti specializzati.
Purtroppo, quando si arriva alla stesura del capitolato o, all' emanazione di una gara fra più player interessati, uno dei fattori determinanti per la scelta è quello economico. Il miglior offerente.
Questo, IMHO, è un deterrente allo sviluppo dell'outsourcing di qualità. E' solamente un modo per abbattere costi. Tutto da dimostrare.
Confermato! Lunedi sarò a Milano per la giornata di studio sull'ISEE organizzata da Opera ( ne avevo già parlato qui e qui! ).
La differenza tra guardare e vedere un problema.

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Lo devo dire con assoluta sincerità: quelli di Opera Bari sono davvero bravi. La direttrice, Elena Siciliano, è una persona capace attentissima a tutti i dettagli e spero di avere ancora il privilegio di lavorare con lei! Chapeau!
Premiare il merito è possibile ( e giusto, aggiungo io ): qui l'articolo pubblicato su La Voce a firma Antonino Gentile.
Per incentivare davvero il merito e l'impegno nella Pa servono strumenti di misurazione dei risultati oggettivi e trasparenti. E la volontà di applicarli. Un accordo fra Agenzia delle Entrate della provincia di Trento e sindacati stabilisce che per avere diritto ai premi di produttività, occorre dimostrare di aver lavorato di più e meglio, attraverso un particolare meccanismo meritocratico destinato a remunerare la produttività individuale per tutte le attività dell'area controllo dell'ufficio. E i dipendenti più attivi ottengono fino a duemila euro in più.
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